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	<title>Antipodi Tourism</title>
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	<description>Change Management in Tourism</description>
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		<title>Story telling delle esperienze di turismo rurale in Europa Centrale</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Turismi responsabili]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[story telling]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuta lo scorso 16 dicembre presso la sala Conferenze delle Facoltà di Economia dell’Università di Trento il convegno conclusivo del progetto europeo Listen to the voice of villages dal titolo “Costruire esperienze da raccontare – Percorsi di turismo rurale in Europa Centrale”. Il progetto, infatti, finanziato all’interno del programma Central Europe ha visto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antipoditourism.com/wp-content/uploads/2011/12/Story-telling.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-688" style="margin: 2px;" title="Story telling" src="http://www.antipoditourism.com/wp-content/uploads/2011/12/Story-telling.jpg" alt="" width="224" height="184" /></a>Si è tenuta lo scorso 16 dicembre presso la sala Conferenze delle Facoltà di Economia dell’<a href="http://www.unitn.it/">Università di Trento</a> il convegno conclusivo del progetto europeo <a href="http://www.listentothevoiceofvillages.org">Listen to the voice of villages</a> dal titolo “Costruire esperienze da raccontare – Percorsi di turismo rurale in Europa Centrale”. Il progetto, infatti, finanziato all’interno del programma Central Europe ha visto la partecipazione di nove partner europei nel triennio 2009 – 2011 per lo sviluppo di progetti di valorizzazione delle risorse dei territori rurali in chiave turistica con una forte enfasi sulla sostenibilità.</p>
<p>Il progetto ha coinvolto sei paesi dell’Europa centrale (Italia, Slovenia, Austria, Germania, Repubblica Ceca e Polonia) all’interno dei quali sono stati individuati dei territori in cui sperimentare la nascita di iniziative di sviluppo turistico attraverso un approccio bottom up e il coinvolgimento degli stakeholder locali, pubblici e privati.</p>
<p>La conferenza è stata l’occasione per presentare i progetti pilota realizzati nei diversi territori. Per fare ciò è stata scelta la forma dello story telling e ciascun partner ha presentato la propria area pilota ed il relativo progetto con un video della durata di un paio di minuti.</p>
<p>La sessione pomeridiana è stata interamente dedicata all’approfondimento dello story telling come modalità innovativa per raccontare le esperienze turistiche che si possono vivere in una destinazione.</p>
<p>Raccontare un territorio e le esperienze che ivi si possono fare è la nuova frontiera del marketing turistico. Le azioni di promo commercializzazione tradizionalmente effettuate dalle destinazioni turistiche in passato sono oggi poco efficaci. Il protagonista è l’individuo, sempre più consapevole e informato, più autonomo e meno fedele rispetto al passato, necessita di un coinvolgimento emotivo, deve sentirsi in empatia con la destinazione e il tipo di esperienza turistica che intende fruire.</p>
<p>Per le destinazioni turistiche si aprono nuovi scenari promozionali e comunicativi in cui lo story telling nelle sue diverse forme può rivelarsi uno strumento efficace, multimediale e quindi in grado di intercettare target diversi, diretto e coinvolgente.</p>
<p>Quattro esperti si sono avvicendati nel tentativo di spiegare il ruolo della narrazione nella promozione delle destinazioni turistiche e come lo story telling possa diventare uno strumento di marketing efficace anche per le aree turistiche rurali a bassa intensità turistica e con budget esigui destinati alla promozione del proprio prodotto turistico.</p>
<p>Un contributo importante è arrivato da <a href="http://blog.debiase.com">Luca De Biase</a>, presidente della Fondazione Ahref ed esperto di economia della conoscenza, socialmedia e informazione che ha aiutato l’audience a definire i nuovi confini dello storytelling digitale e i cambiamenti in atto nel mondo dell’informazione e della comunicazione.</p>
<p>A seguire, Simone Splendiani, professore dell’Università di Urbino e Paola Pancheri, di <a href="www.visittrentino.info">Trentino Marketing</a> – la destination managment company del Trentino, hanno illustrato il percorso fatto da due destinazioni turistiche italiane – Marche e Trentino – nella promozione e comunicazione della propria offerta, il primo con un approccio scientifico metodologico, la seconda invece spiegando le scete strategiche e di posizionamento fatte dalla DMO Trentino. Infine, è intervenuto Caspar Diederik, fondatore di <a href="http://www.storytravelers.com/">storytravelers.com</a> un portale dedicato alla promozione e al marketing turistico espressamente dedicato allo storytelling digitale dei territori rurali.</p>
<p>Esempio di Story Telling è il video sottostante realizzato da Storytravelers.com</p>
<p><a href="http://vimeo.com/23527911">Pomodori Vivaldi</a> from <a href="http://vimeo.com/storytravelers">StoryTravelers</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.<br />
</p>
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		<title>Un regalo lastminute? Turismi Responsabili!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismi responsabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo volume, a cura di Paolo Grigolli, si rivolge a professionisti e consulenti del settore turistico, cooperanti e studenti universitari, ed è un lavoro corale di esperti italiani e internazionali che si sono posti il problema dell’impatto che hanno le attività turistiche sull’ambiente, sulle persone e sui luoghi e di come affrontare l’idea che qualunque forma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume, a cura di Paolo Grigolli, si rivolge a professionisti e consulenti del settore turistico, cooperanti e studenti universitari, ed è un lavoro corale di esperti italiani e internazionali che si sono posti il problema dell’impatto che hanno le attività turistiche sull’ambiente, sulle persone e sui luoghi e di come affrontare l’idea che qualunque forma di turismo possa diventare più “responsabile”.</p>
<p><a href="http://www.antipoditourism.com/wp-content/uploads/2011/12/9386.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-701" title="9386" src="http://www.antipoditourism.com/wp-content/uploads/2011/12/9386.jpg" alt="" width="120" height="180" /></a></p>
<div id="_mcePaste">Nel volume viene sviluppato l’approccio anglosassone secondo il quale <strong>responsible tourism means different things to different markets,</strong> con l’obiettivo di superare il gap tra l’idea di “progetto” e quella di mercato tipica di molte ONG. La prima parte ha un taglio manualistico e affronta le diverse definizioni di turismo responsabile e sostenibile, l’analisi della relazione tra turismo responsabile e motivazione di vacanza anche attraverso la creazione e lo sviluppo di prodotti turistici, l’<strong>utilizzo della sostenibilità e della responsabilità sociale come leve di marketing </strong>e i modelli di certificazione del turismo responsabile. La seconda parte presenta progetti ed esperienze legati all’ideazione, costruzione,promozione e commercializzazione dei prodotti di turismo responsabile. Non una serie di best practice, ma esempi da cui partire per una riflessione di più ampio respiro su quegli elementi della <strong>gestione di un progetto</strong> (la costruzione della rete dei soggetti locali, la governance del territorio, la creazione di prodotto, il marketing) che assumono una  rilevanza strategica per il successo dell’offerta turistica.</div>
<div id="_mcePaste">In quest’ottica il turismo può forse diventare laboratorio e terreno di cross fertilization, capace di generare valore per una pluralità di stakeholder attraverso il <strong>superamento della dicotomia storica tra profit e non-profit</strong>, come dimostrano alcune esperienze di successo maturate in altri settori. È infatti solo dalla <strong>fusione di esperienze di business tradizionale</strong> con quelle tipiche del non-profit che si può realmente contribuire al miglioramento non solo del turismo, ma anche dell’attuale modalità di <strong>creare e distribuire valore in economia</strong>.</div>

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		<title>BTO è anche responsible tourism</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismi responsabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno Buy Tourism Online ha dedicato una specifica track al turismo responsabile. Anche internauti e web-addicted mostrano un&#8217;attenzione nuova &#8211; e crescente &#8211; alla tematica. Tra l&#8217;altro, ho trovato molto interessante l&#8217;accostamento fra web e green: di fatto si tratta di due fronti di forte innovazione per tutto il mondo &#8216;turistico&#8217;. Alle 9.30 dello scorso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antipoditourism.com/wp-content/uploads/2011/12/bto-turismo-online-2011-firenze-300x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-679" title="bto-turismo-online-2011-firenze-300x300" src="http://www.antipoditourism.com/wp-content/uploads/2011/12/bto-turismo-online-2011-firenze-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Quest&#8217;anno Buy Tourism Online ha dedicato una specifica <em>track</em> al turismo responsabile. Anche internauti e web-addicted mostrano un&#8217;attenzione nuova &#8211; e crescente &#8211; alla tematica. Tra l&#8217;altro, ho trovato molto interessante l&#8217;accostamento fra <em>web</em> e <em>green</em>: di fatto si tratta di due fronti di forte innovazione per tutto il mondo &#8216;turistico&#8217;. Alle 9.30 dello scorso 2 dicembre mi presento alla Stazione Leopolda di Firenze: un setting davvero suggestivo, l&#8217;architettura ottocentesca si fonde alla perfezione con i pannelli touch-screen. È proprio vero che ogni tradizione è un&#8217;innovazione ben riuscita. Il <em>panel</em> a cui partecipo si chiama <strong>Differenziarsi con il turismo responsabile: esperienze e strategie. </strong>Coordinato da Francesco Tapinassi di APT Maremma, conosciuto in occasione del <a href="http://www.antipoditourism.com/turismi-responsabili/green-marketing-antipodi-con-turismok-al-ttglab/">TTG Lab</a>, apre le danze Cristina Ambrosini di L&#8217;Agenzia di Viaggi, con l&#8217;esperienza del Premio Italiano Turismo Responsabile. Un&#8217;idea interessante, ispirata dal WRTD del WTM di Londra, che porta finalmente anche nel nostro paese un riconoscimento alle imprese che si distinguono per strategie orientate alla sostenibilità. Cinzia Fiore di ISNART porta un efficace quadro metodologico, mentre Mariateresa Ruggieri di Banca Etica racconta come la sostenibilità può diventare un criterio vincente anche nelle scelte di investimento. Nel mio intervento ricordo come il turismo responsabile, nel nostro paese, troppo a lungo sia stato percepito come qualcosa di faticoso, difficile, ed in definitiva <em>altro </em>rispetto all&#8217;esperienza di vacanza. <strong><strong>Sustainability does not mean doing business differently, but doing business even better</strong>: </strong><strong>con questa citazione da VisitEngland ricordo che <em>sostenibilità </em>è sinonimo di <em>qualità</em>: l&#8217;ospite può sentirsi partecipe della responsabilità d&#8217;impresa, ma non deve mai subirla come un fastidio o un senso di colpa. I casi presentati da Carlotta Del Bianco e Gianluca Picone dimostrano che il <em>green marketing</em> può diventare un<strong> asset fondamentale della strategia aziendale.</strong> Le avventure di Mr Royal, raccontate da Picone, ci dicono chiaramente che è possibile <strong>differenziare il business prendendosi cura del pianeta</strong>. Unico neo della sessione, forse, la mancanza (inevitabile) del tempo necessario per approfondire tutti gli argomenti proposti dai relatori. Un plauso, infine, va all&#8217;organizzazione del BTO: un <strong>momento di confronto libero e interattivo</strong>, in vero spirito 2.0, dove gli stimoli sono efficaci e si torna a casa con rinnovata voglia di portare sui nostri territori il seme dell&#8217;innovazione.</strong><br />
</p>
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