Quest’anno Buy Tourism Online ha dedicato una specifica track al turismo responsabile. Anche internauti e web-addicted mostrano un’attenzione nuova – e crescente – alla tematica. Tra l’altro, ho trovato molto interessante l’accostamento fra web e green: di fatto si tratta di due fronti di forte innovazione per tutto il mondo ‘turistico’. Alle 9.30 dello scorso 2 dicembre mi presento alla Stazione Leopolda di Firenze: un setting davvero suggestivo, l’architettura ottocentesca si fonde alla perfezione con i pannelli touch-screen. È proprio vero che ogni tradizione è un’innovazione ben riuscita. Il panel a cui partecipo si chiama Differenziarsi con il turismo responsabile: esperienze e strategie. Coordinato da Francesco Tapinassi di APT Maremma, conosciuto in occasione del TTG Lab, apre le danze Cristina Ambrosini di L’Agenzia di Viaggi, con l’esperienza del Premio Italiano Turismo Responsabile. Un’idea interessante, ispirata dal WRTD del WTM di Londra, che porta finalmente anche nel nostro paese un riconoscimento alle imprese che si distinguono per strategie orientate alla sostenibilità. Cinzia Fiore di ISNART porta un efficace quadro metodologico, mentre Mariateresa Ruggieri di Banca Etica racconta come la sostenibilità può diventare un criterio vincente anche nelle scelte di investimento. Nel mio intervento ricordo come il turismo responsabile, nel nostro paese, troppo a lungo sia stato percepito come qualcosa di faticoso, difficile, ed in definitiva altro rispetto all’esperienza di vacanza. Sustainability does not mean doing business differently, but doing business even better: con questa citazione da VisitEngland ricordo che sostenibilità è sinonimo di qualità: l’ospite può sentirsi partecipe della responsabilità d’impresa, ma non deve mai subirla come un fastidio o un senso di colpa. I casi presentati da Carlotta Del Bianco e Gianluca Picone dimostrano che il green marketing può diventare un asset fondamentale della strategia aziendale. Le avventure di Mr Royal, raccontate da Picone, ci dicono chiaramente che è possibile differenziare il business prendendosi cura del pianeta. Unico neo della sessione, forse, la mancanza (inevitabile) del tempo necessario per approfondire tutti gli argomenti proposti dai relatori. Un plauso, infine, va all’organizzazione del BTO: un momento di confronto libero e interattivo, in vero spirito 2.0, dove gli stimoli sono efficaci e si torna a casa con rinnovata voglia di portare sui nostri territori il seme dell’innovazione.