Ogni lezione del nostro corso online sul turismo responsabile prevede un piccolo compito a casa. Per la mia sessione, quella introduttiva sul management del turismo responsabile, ho pensato ad un semplice tourism resource audit: ogni studente avrebbe dovuto assumere lo “sguardo del viaggiatore” e provare a leggere il proprio territorio, individuando potenzialità ed elementi critici per lo sviluppo del turismo. Devo dire che la lettura di questi assignment è stata una delle esperienze più arricchenti del corso che stiamo coordinando.

Intanto, per la varietà dei contributi! Già archiviare nella stessa cartella l’analisi di Abuja, Nigeria con un documento sulle potenzialità turistiche della Repubblica Armena è un’opportunità unica. Va poi detto che la maggior parte degli studenti ha affrontato la prova con grande professionalità, andando ben oltre analisi superficiali e utilizzando adeguatamente gli strumenti che il corso mette a disposizione. Dal mio punto di vista, poi, ancor più dei risultati “tecnici”, che sono stati oggetto di revisione da parte mia e dello staff di Antipodi, il valore aggiunto è la diversità dello sguardo. Non sono soltanto le destinazioni ad essere differenti, ma anche il modo con cui ciascuno le ha osservate e descritte. Una sera ci siamo stupiti di come uno studente chiedesse, sul gruppo facebook, se è lecito utilizzare, nella promozione del territorio, anche i valori negativi, che però in qualche modo contribuiscono a rendere noto un luogo. L’esempio citato, scioccante, è stato quello del turismo sessuale. La reazione del gruppo, naturalmente, è stata di dissenso. Ma questo spunto deve far riflettere. Ci dice molto sulla relatività valoriale, fattore che va tenuto fortemente in considerazione anche quando si pensano le strategie di marketing turistico.

Ora forse comprendo veramente che cosa significa uno degli slogan di ICRT, che recita responsible tourism means different things to different markets.

La diversità è splendida, ma va esplorata con rispetto ed intelligenza. Il rischio di non capirsi è sempre molto alto.