Linee guida per la sostenibilità ambientale negli hotel – il vademecum di TUI
TUI, tour operator tedesco tra i più grandi al mondo ha recentemente pubblicato delle linee guida finalizzate al miglioramento delle performance di sostenibilità ambientale all’interno delle proprie catene alberghiere. Per dare maggiore concretezza al proprio impegno nella diffusione di buone pratiche di sostenibilità ambientale TUI ha incaricato una persona al proprio interno, che ha avuto il compito di predisporre e redigere un manuale che contiene suggerimenti su come ridurre l’impatto ambientale di una struttura alberghiera partendo dalla progettazione dell’edificio fino agli aspetti di gestione ordinaria.
Sono stati identificati cinquanta criteri: una sorta di soglia minima da rispettare per le strutture alberghiere che desiderano collaborare con TUI.
Un ulteriore aspetto interessante è rappresentato dalla presenza di alcuni box testuali dal titolo “Green is Gold”, che contengono esempi di come si possano effettuare dei tagli ai costi operativi dell’azienda attraverso l’adozione di pratiche di sostenibilità ambientale. Prossimamente le linee guida saranno tradotte in spagnolo, francese, greco, turco e arabo.
Da alcuni anni TUI dimostra un commitment significativo e crescente nei confronti della sostenibilità. Il TUI Travel’s Sustainable Development Report del 2009 è il documento che identifica gli assi strategici di sviluppo sostenibile dell’azienda e le relative priorità, tra cui quella di una sempre maggior attenzione alle ricadute che l’industria turistica contribuisce a generare nelle destinazioni.
di Stefano Andreotti
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Fabio il 04/04/2011 alle 11:42, ed è archiviato come Turismi responsabili. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |












circa 1 anno fa
Mi chiedo se questi documenti per tracciare delle linee guida per la sostenibilità redatte dal più grande gruppo al mondo, che ha in proprietà decine di aeroplani, migliaia di posti letti, che fattura migliaia di milioni di euro, ecc… non sia solo uno strumento di comunicazione per “rubare” quote di mercato nel settore turismo responsabile. Un pò come certi bilanci sociali fatti da multinazionali chimiche!!
circa 1 anno fa
Certamente il rischio del “green washing” è reale, e le dichiarazioni dei gruppi come TUI vanno attentamente valutate sulla base di quanto viene realizzato. Ma il contributo al cambiamento sostenibile che un gruppo di quelle dimensioni può dare è proporzionale alla sua stessa dimensione, quindi sostanziale. Non credo che a TUI interessi rubare “quote di mercato”, anche perché probabilmente un settore turismo responsabile non esiste neppure. La sfida del cambiamento è trasversale e coinvolge tutti i player del turismo globale!
circa 1 anno fa
Sono d’accordo, non si tratta di rubare quote di mercato ma di differenziarsi all’interno dello stesso segmento d’offerta. Bisogna superare il preconcetto per cui le persone interessate alla sostenibilità sono solo una piccola quota di di consumatori, “alternativi” rispetto alla massa. Anche nella massa questi concetti si stanno diffondendo e attecchiscono con maggior forza. In futuro si andrà sempre più in questa direzione, ne sono convinto.