Da tradizione, i delegati presenti alla quinta edizione della Responsible Torusim in Destination alla fine dei lavori hanno stilato un documento riassuntivo su come rendere il turismo un attività più sostenibile focalizzandosi sulle tematiche cui la conferenza ha dedicato gran parte degli interventi: turismo accessibile, turismo polare, turismo nelle comunità indigene, turismo e sviluppo locale nei paesi occidentali e, infine, il tema della governance.

Per quanto concerne il turismo accessibile è doveroso sottolineare il fatto che si trattava della prima conferenza internazionale sul turismo responsabile in cui è stato dedicato ampio spazio a questa domanda spesso trascurata. è stata sottolineata la necessità di cambiare approccio nei confronti del turismo accessibile obbligando i paesi a sottoscrivere le convenzioni internazionali in materia e facendo pressione sui fornitori di servizi turistici affinchè l’inclusione non sia un’eccezione ma la regola nello sviluppo di prodotti turistici. Anche la mancanza di informazione risulta ad oggi un gap importnate che impedisce a questa consistenzte fetta di domanda di contrbuire in maniera ancor più significativa ai flussi turistici e alle ricadute economiche del turismo in molte destinazioni.

Per quanto riguarda il turismo nelle regioni polari e il turismo indigeno è stata sottolineata l’importanza di includere le comunità locali nei progetti di sviluppo turistico e soprattutto di assumersi la responsabilità della tutela e della conservazione dell’ambiente, del rispetto delle culture e delle comunità ospitanti,  del miglioramento del benessere delle comunità interessate dalla sviluppo turistico e, infine, del rispetto delle tradizioni e delle tradizioni e degli stili di vita in questi sistemi particolarmente fragili.

Infine, il tema della governance, anch’esso per la prima volta oggetto di discussione alla conferenza internazionale sul turismo responsabile. A questo proposito è stata ripresa la dichiarazione di Cape Town sottolinenando l’importanza che il turismo serva anzitutto a rendere le destinazioni luoghi migliori per i residenti, migliorandone le condizioni di vita e le opportunità di sviluppo grazie al contributo del settore turistico. è stata riconosciuta la centralità del soggetto pubblico e l’importanza che determinati asset di beni rimangano in mano al soggetto pubblico che deve garantirne la sopravvivenza destinandovi adeguate risorse per il loro mantenimento. Infine è stata sottolineata l’importnza di collaborare e cooperare tra soggetti pubblici e privati, a livello locale così come a livello nazionale facilitando i meccanismi di confronto per uno sviluppo più sostenibile dell’industria turistica.

La Dichiarazione frutto della Conferenza sul Turismo responsabile nelle Destinazioni tenutasi in Alberta ha il merito di introdurre alcuni nuovi ambiti di confronto e studio per gli operatori di turismo responsabile quali il turismo accessibile e la governance territoriale, anche se vengono spesso riprese enunciazioni oggetto delle edizioni passate. Segno, forse, che non è stato fatto ancora abbastanza per rendere il turismo un’attività sostenibile e di come sia necessario adottare nuovi approcci allo sviluppo turistico per far sì che turismo responsabile significhi davvero: “better places for people to live in and for people to visit!”.

A questo link è possibile scaricare l’Alberta Declaration on Responsible Tourism.