Un’indagine sulla domanda di turismo responsabile
Negli ultimi anni è cresciuto sensibilmente l’attenzione verso il cosiddetto turismo responsabile. Seppur non esista ancora una piena convergenza tra le varie definizioni date a livello nazionale internazionale, quello che emerge in maniera abbastanza chiara è che il turismo responsabile è da intendersi non tanto come una specifica tipologia di turismo ma, piuttosto, come un “nuovo” modo di concepire la vacanza. Un modo di viaggiare che spinge le persone ad effettuare le proprie scelte abbracciando i valori della sobrietà e del rispetto del contesto ambientale, sociale, economico e culturale della località. Tra le altre cose, il turista responsabile è quindi colui che viaggia alla ricerca della possibilità di vivere esperienze turistiche autentiche a stretto contatto con la comunità locale e mosso dal desiderio di farsi promotore/sostenitore del benessere della comunità locale ospitante (ad esempio, privilegiando l’acquisto di prodotti locali).
Peraltro, il problema è che spesso all’atteggiamento positivo che le persone manifestano nei confronti di questa “nuova filosofia di viaggio” non corrispondono sempre effettive scelte di tipo responsabile. Capire i motivi per cui questo accade è fondamentale per capire che tipo di interventi porre in essere per favorire l’ulteriore crescita del fenomeno.
Tali motivi possono attenere alla sfera individuale del soggetto (personalità, motivazioni, ecc) e/o a impedimenti esterni. Con riferimento ai primi, ad esempio, emerge come spesso le persone percepiscano le esperienze turistiche di tipo responsabile solo come una rinuncia a dei comfort o addirittura come una cosa troppo seria, e per questo finiscono per non praticare questa forma di turismo cercando di compensare con piccole azioni nel loro vivere quotidiano (riciclaggio, ecc). Con riferimento ai secondi le persone lamentano, ad esempio, una scarsa conoscenza del fenomeno, un’offerta ridotta di questo tipo di esperienze turistiche o ancora un problema di reperimento di informazioni. Altre volte, le persone dichiarano di avere difficoltà a orientarsi di fronte alla proliferazione delle certificazioni ambientali utilizzate nel settore ricettivo, specie quando la struttura ricettiva deve essere scelta per un viaggio al l’estero. Infine, i turisti lamentano la difficoltà/impossibilità di raggiungere le mete dei propri viaggi, e muoversi al loro interno, utilizzando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale. Il tutto suggerisce l’importante ruolo che il marketing e la comunicazione possono avere nel “rimuovere” le percezioni negative che le persone hanno rispetto a questo modo di viaggiare e/o nel comunicare in maniera trasparente e capillare l’esistenza di questo tipo di prodotti e degli intermediari che si occupano della loro commercializzazione.
di Giacomo Del Chiappa, ricercatore di marketing – Università di Sassari. Docente di “Gestione e marketing delle imprese turistiche” e “Destination management”.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Fabio il 19/04/2011 alle 15:18, ed è archiviato come Turismi responsabili. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |















